23 Giugno 2021 Redazione Kettydo

Content as a Service: l’innovativa modalità di gestione dei contenuti

Content as a Service nell’era omnicanale. Con il moltiplicarsi di touchpoint che gli utenti incontrano nel loro journey e le aspettative che hanno di un’esperienza rilevante per ognuno, il tema della produzione e della gestione dei contenuti ha acquisito sempre più lo status di sfida prioritaria per molte aziende. Il CaaS risponde in maniera innovativa a questa necessità.

Content-as-a-Service

Per poter comprendere in maniera strutturata e completa quanto il tema della gestione dei contenuti sia di fondamentale importanza per le aziende, serve un’analisi preliminare. Il motivo è legato al fatto che esistono alcune criticità di contesto che possono rendere l’approccio all’organizzazione dei contenuti di difficile interpretazione.

Sopravvivere al proliferare di media e own media

La prima criticità deriva dalla frammentazione del pubblico associata all’aumento delle fonti, alla nascita di own media (content marketing) e all’alto numero di spazi che devono essere supervisionati, personalizzati e gestiti in diverse lingue. Su questi aspetti interviene in maniera esponenziale anche il numero di canali e formati in cui il contenuto deve essere fruibile: desktop, tablet, smartphone, totem e tutta la deriva del media engineering associata ad app, social, chatbot e via dicendo. Tutta questa complessità rallenta a dismisura le aziende rispetto alle aspettative degli utenti in termini di proposizione e fruizione di contenuti pertinenti. La risposta più coerente a questa necessità arriva dal Content as a Service (Caas).

Content as a Services versus CMS

I CMS tradizionali, come ad esempio WordPress, sono più semplici in termini di layout e funzionalità generali. Ma, nonostante il valore aggiunto della semplicità, questo tipo di sistemi di content management possono rappresentare un limite evidente e drastico rispetto all’organizzazione e alla fruizione dei contenuti. A differenza del tradizionale CMS, infatti, il CaaS propone una nuova modalità di gestione, archiviazione e pubblicazione del contenuto. Nell’architettura tradizionale (detta anche coupled) il back end e il front end sono fortemente integrati mentre in un CMS Caas, viaggiano su sistemi separati. I contenuti vengono creati e archiviati all’interno del CMS e possono essere incanalati verso qualsiasi piattaforma di fruizione tramite API. È su questa impostazione diversa da quella più tradizionale che sono poste le basi pratiche e teoriche della filosofia del Content as a Service.

CaaS: come e perché è un fondamentale

Se si vuole interpretare in maniera moderna l’attuale e futura potenzialità dei contenuti, che sempre di più fluiscono verso gli utenti in molteplici e inedite modalità (molte delle quali ancora non conosciamo) rende l’implementazione del CaaS un fondamentale. Grazie a questo approccio saranno gli utenti stessi a interagire con queste nuove modalità, creando a loro volta interazioni nuove con i contenuti e feedback costanti. Ma è necessario che le aziende si organizzino con tecnologie idonee e coerenti con queste esigenze per prepararsi quanto prima a dare le risposte adeguate.

Le funzionalità del Content as a Service

Entriamo ora nel dettaglio delle caratteristiche fondamentali ed essenziali della soluzione Content as a Service. La principale è rappresentata dal decoupled approach, processo che garantisce la separazione tra codice e contenuto, consentendo ai responsabili del marketing e dell’IT di concentrarsi solo ed esclusivamente su quello che è di loro competenza. Questo fa si che il lavoro creativo sul design e sullo sviluppo tecnologico possano essere svolti in parallelo all’interno di un’unica piattaforma. Un altro aspetto di fondamentale è la trasformazione del contenuto in un’unità non dipendente dalle modalità in cui verrà fruito. Una volta realizzato il contenuto, questo permette agli sviluppatori di costruire e creare front-end/app personalizzati e pensati per il contenuto (e non viceversa). La netta separazione tra gestione del contenuto e le sue modalità di fruizione permette di spostare l’infrastruttura in maniera duttile tra ambienti cloud e ibridi anche a livello di sito o di progetto. Senza contare il fatto che il Content as a Service dà alle aziende la possibilità di analizzare l’uso dei contenuti pubblicati all’interno del panorama digitale, osservando le connessioni API e tracciando il journey del contenuto ben oltre i confini degli spazi gestiti direttamente dall’azienda.

Quando e come scegliere un approccio CaaS

Il CaaS non viene utilizzato da tutti perché è una soluzione strettamente legata allo scopo. Ad esempio, se l’intento è di creare un blog personale o una semplice sezione di un sito web il CaaS non è adatto perché supera di gran lunga le reali necessità, diventando impegnativo sia a livello economico che dal punto di vista della complessità applicativa.

Valutare bene gli obiettivi

Prima di scegliere una soluzione di Content as a Service bisogna analizzare quali sono le finalità che si vogliono ottenere mediante la pianificazione dei contenuti e quali sono gli obiettivi che si vogliono centrare con la loro pubblicazione. Il consumo di contenuti su un numero di canali crescente e le relative strategie di gestione diventano di conseguenza sempre più complessi e impattanti, sia per le aziende che per gli utenti. Le aziende che possono avvantaggiarsi di una soluzione CaaS sono quelle che uno o più dei seguenti scopi primari:

  • migliorare l’esperienza del cliente
  • semplificare sempre di più la fruizione di contenuti
  • generare lead
  • incentivare acquisti di prodotto
  • mettere le esigenze del cliente al centro della propria impostazione strategica

L’approccio as a Service, infatti, permette di tracciare di cosa ha bisogno il consumatore, supportando l’azienda nella creazione di una risposta personalizzata e adeguata all’esigenza rilevata.


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